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Sentenze

Il costo dei buoni pasto non produce una maggiorazione dei costi da sostenere

Anomalia dell’offerta e costi dei buoni pasto. La ricorrente, tra i vari motivi di ricorso, contesta le valutazioni espresse dalla stazione appaltante in sede di valutazione dell’anomalia dell’offerta dell’aggiudicataria. In particolare, con riferimento al costo dei buoni pasto, tautologica sarebbe la considerazione della Commissione e del RUP che si sono limitati a riprodurre testualmente il contenuto dei giustificativi.

Tar Lazio, Roma, Sez. III Quater, 08/03/2024, n. 4718 respinge il ricorso:

13.2 Ancora, non sarebbe stato valorizzato il costo dei buoni pasto.

La contestazione non ha valore.

Invero, come rilevato dalla giurisprudenza, “il costo dei buoni pasto non rientra nell’ambito della retribuzione e, come rilevato dall’aggiudicataria, non produce una maggiorazione dei costi da sostenere, in quanto il costo è integralmente deducibile al 100% sia ai fini IVA che IRES (art. 49 c. 1 DPR917/86)” (cfr. TAR Roma n. 474 del 2022).

A cura di Roberto Donati – Giurisprudenza e Appalti
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